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28/10/2009 | Comunicato stampa
 
Immigrazione: il Consiglio regionale approva una Mozione contro i respingimenti collettivi
Un articolo di Alessia Petraglia, prima firmataria della mozione

image Respingimenti, rispettare le convenzioni internazionali
Evitare che i migranti vedano violati i loro diritti umani


L’Italia è chiamata da tempo a confrontarsi con il fenomeno continuo ed inarrestabile dell’immigrazione. La maggior parte delle persone fuggono da situazioni di conflitto o di persecuzione, investono nel viaggio le risorse economiche di una famiglia e rischiano nel tragitto lo sfruttamento dei trafficanti ed ogni genere di abusi. Sono i viaggi dal Corno d’Africa o dall’Africa centrale, ma anche dall’Afganistan, dal Pakistan, dal Kurdistan.
Come Paese civile, portatore di democrazia, siamo firmatari di Convenzioni internazionali che ci impegnano a tutelare gli esseri umani dalla tortura, dai trattamenti inumani e degradanti (Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo) o dalla privazione della libertà per motivi di razza, di religione, di cittadinanza, di appartenenza a un gruppo sociale o di opinioni politiche (Convenzioni di Ginevra). Il nostro dovere è quello di prestare soccorso e di verificare, caso per caso, lo status dei migranti affinchè possano esercitare i propri diritti, garantiti a livello internazionale.
Il Governo italiano dal maggio scorso sta facendo un respingimento dei barconi in arrivo dalla Libia, Paese non firmatario della Convenzione di Ginevra, direttamente dal mare in situazioni estremamente precarie. Nel 2008 circa il 75% degli immigrati arrivati in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo e al 50% di questi è stata concessa una forma di protezione internazionale. Come è possibile che tra i respinti di questi mesi nessuno avesse diritto ad alcuna forma di protezione? L’Onu ha più volte censurato il comportamento dell’Italia: esistono rapporti delle organizzazioni internazionali e testimonianze che parlano di abusi fisici, psicologici e sessuali, trattamenti brutali, condizioni di sovraffollamento e situazione di igiene precaria che i migranti subiscono nei luoghi di detenzione in Libia.
Chiediamo che siano resi pubblici gli accordi e i Protocolli che l’Italia ha deciso di firmare con la Libia per le operazioni di rimpatrio e di riammissione e chiediamo il rispetto dell’Art. 10 della Costituzione italiana che prevede il diritto di asilo.


Alessia Petraglia, Capogruppo SD




 
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