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07/12/2009 | Comunicato stampa
 
11 dicembre, sciopero generale dei dipendenti pubblici e di scuola-università-ricerca
Il tempo è scaduto. La conoscenza è in ginocchio. Vogliamo risposte concrete

image 11 dicembre, sciopero generale dei dipendenti pubblici e della scuola-università

IL TEMPO È SCADUTO. SCIOPERO GENERALE DEI COMPARTI PUBBLICI.

Il perdurare di un atteggiamento di totale chiusura da parte del Governo, il mancato finanziamento dei contratti in finanziaria, la volontà del Governo di perseguire una linea che esclude il dialogo ed impone le scelte, richiedono uno slancio nella lotta dei dipendenti pubblici in difesa dei loro diritti, diritti messi in discussione dalla legge 15 del Ministro Brunetta e dalla totale umiliazione della democrazia sindacale.

L'11 dicembre 2009 la Funzione Pubblica Cgil effettuerà quindi uno sciopero generale di tutti i comparti pubblici.

La costante ricerca della sintesi unitaria con Cisl e Uil, ricerca continuata anche in queste settimane, non ha dato ancora i suoi frutti. In una tale situazione, una grande organizzazione come la Cgil, pur continuando a perseguire il percorso unitario, non può sottrarsi alla sua missione sindacale.

È per questo che l'11 dicembre effettueremo uno sciopero generale di 8 ore di tutti i comparti pubblici, che culminerà in 3 manifestazioni interregionali. La manifestazione interregionale del Centro Italia si terrà a Roma in Piazza del Popolo, congiuntamente a quella dell'Flc Cgil.

  • Per contrastare una legge finanziaria che non prevede i rinnovi dei contratti pubblici.

  • Contro il tagli del salario accessorio e le decurtazioni per assenza per malattia.

  • Per combattere la controriforma Brunetta che elimina i contratti nazionali e mortifica il lavoro, per chiedere la sua abrogazione.

  • Per il diritto al contratto nazionale e la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari in tutti i comparti pubblici.

  • Per un incremento tabellare di 150 euro nel prossimo triennio.

  • Per sostenere il ruolo delle Rsu e rivendicarne la convocazione delle elezioni, per difendere la democrazia.

***
11 dicembre 2009: sciopero generale scuola ricerca università

LA CONOSCENZA E’ IN GINOCCHIO. VOGLIAMO RISPOSTE CONCRETE

Le lavoratrici e i lavoratori che operano nei settori della conoscenza e l'intero sistema di istruzione, formazione e ricerca sono al centro di una gigantesca operazione di ristrutturazione del governo dove, oltre alla riduzione delle risorse e ai tagli al personale, viene mortificato il lavoro, vengono ridotti gli spazi di contrattazione e di democrazia, viene smantellata la scuola, l’università e la ricerca. Si pregiudica, in questo modo, il diritto universale dei cittadini all'accesso all'istruzione e alla formazione, sancito dalla nostra Costituzione.
A fronte di un attacco di simili dimensioni la FLC Cgil non sta a guardare e, pertanto, ha assunto la decisione di proclamare lo sciopero generale di tutti i settori della conoscenza per l'11 dicembre.


    • Contro i tagli di risorse e la riduzione di personale nei comparti della conoscenza per effetto della legge 133/08;

    • contro l'insufficiente stanziamento previsto per i prossimi rinnovi contrattuali;

    • contro i progetti di riordino che mirano allo smantellamento del sistema pubblico di istruzione e formazione e la riorganizzazione degli enti pubblici di ricerca;

    • contro la mancanza di un piano organico per la stabilizzazione del personale precario;

    • contro i contenuti del decreto legislativo in materia di pubblica amministrazione che riduce gli spazi di democrazia, i diritti, le garanzie e le tutele dei lavoratori.

    • Per il rinnovo dei contratti che vedano un implementazione del loro potere d’acquisto;

    • per la democrazia nei luoghi di lavoro;

    • per la di chiusura in tempi rapidi dei contratti 2006-2009 del comparto AFAM e dell'Area V dei dirigenti scolastici

    • per la richiesta di apertura dei tavoli contrattuali 2006-2009 per l'A.S.I e la dirigenza di università e ricerca

    • per un piano di investimenti che rilanci il nostro sistema della conoscenza inteso come volano per uscire dalla crisi
    • per il sostegno all’occupazione mediante l’estensione universale degli ammortizzatori sociali

    • per il sostegno al reddito mediante una riduzione del carico fiscale del lavoro dipendente

    • per una scuola sicura


    Sciopero generale di tutti i comparti della conoscenza per l’11 dicembre. Questa è la risposta della FLC Cgil al Governo, al ministro Gelminii, al ministro Brunetta, al ministro Frattini, al ministro Tremonti e al ministro Sacconi che con le loro scelte, legislative e autoritarie, stanno impoverendo il nostro Paese addossando i costi della crisi alle fasce più deboli.

    Il personale (dirigenti scolastici, ata e docenti) in servizio nelle scuole e nelle istituzioni scolastiche italiane all’estero sono interessati allo sciopero non solo per via delle questioni di carattere generale ma anche per quelle specifiche che riguardano direttamente la loro posizione.

    Si sciopera anche:

    • per l’immediato avvio del confronto relativo alla sequenza contrattuale estero;

    • per una politica di investimenti necessari al funzionamento e al rilancio della scuola e delle iniziative scolastiche italiane all’estero;

    • per il ripristino progressivo del contingente nella misura individuata dal D.Lgs 297/94;

    • per la piena applicazione alle scuole e alle iniziative scolastiche italiane all’estero dell’autonomia didattica, organizzativa, economica e amministrativa;

    • per una riforma organica della scuola e delle iniziative scolastiche italiane all’estero che ponga al centro l’intervento pubblico;

    • per la conferma dei diritti contrattuali e delle rappresentanze nei luoghi di lavoro attaccati dal “decreto Brunetta”.

    • per la piena esigibilità dei diritti contrattuali.

    Su questi contenuti, la FLC Cgil chiede un impegno straordinario a tutte le lavoratrici e i lavoratori della scuola in Italia e all’estero che non si rassegnano a vedere calpestato l'enorme patrimonio di saperi e competenze del nostro sistema di istruzione, formazione e ricerca che ha bisogno invece di più investimenti, di interventi riformatori seri e condivisi, che rilancino effettivamente il sistema di istruzione, formazione e ricerca in Italia e nel mondo.






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